Trama del libro: In un futuro distopico iper-erotizzato, dove le hostess ferroviarie offrono prestazioni orali «incluse nel prezzo» e le studentesse si iscrivono alla Facoltà di Pornografia, uno scrittore divenuto presentatore di telequiz incontra la sua anima gemella in un mondo virtuale. La vita regolata di un acclamato attore di teatro viene sconvolta a causa di un fenomeno atmosferico inspiegabile. Una nobildonna si risveglia in una bara nel giorno del suo matrimonio. In visita a Parma, Sherlock Holmes dovrà risolvere l’enigma di un poltergeist atipico. Ricchi di humor e di trovate originali, questi nuovi racconti di Grasselli catturano il lettore con il loro alone di mistero, di stranezza sempre permeata di un’ironia pungente, che fa sognare e sorridere.

“La bambola” è il titolo del libro, che è una raffinata raccolta di cinque racconti.
Il primo si intitola ‘La bambola” e pone come centrale il tema di che cosa sia reale e che cosa sia virtuale, gravitando attorno all’interrogativo: “Quanto è reale il virtuale?”
Il protagonista sostituisce gradualmente al cosiddetto mondo reale il mondo virtuale, per poi “imbattersi”, nel geniale epilogo, nello scoglio dello realtà.
In sintesi, si potrebbe dire che “La bambola” va dalla ricerca della felicità ad un grande grido di infelicità.
L’interrogativo poi su che cosa sia la realtà mi pare trasversale a tutta la narrazione del libro.
In particolare, “Tempo pazzo” è il racconto che pone elegantemente il tema della mediocrità dell’universo cosiddetto “normale”, e il racconto “Sherlock Holmes e il mistero di Villa Liffredi”, con altrettanta raffinatezza, affronta il tema del paranormale.
In “Breve storia della contessa Matilde di Fossalta” viene esplorato con pacata saggezza il tema del distacco dal mondo dei viventi a cui fa da contraltare la forza degli attaccamenti allo stesso e ancora una volta il lettore si trova a interrogarsi con una certa ironia fra ciò che è reale e ciò che appartiene al regno dei “fantasmi”.
Nell’ultimo racconto “Il copione” viene con piacevole ironia affrontato il tema della creazione letteraria con gradevoli e intriganti equivoci riguardanti la fonte dell’ispirazione.
Ancora una volta l’impatto con la realtà porta al naufragio dei sogni, ma direi con una sorridente “leggerezza”. Tutto sommato, sembra concludere l’autore, l’immergersi nella realtà, a volte, può dare un certo sollievo.
Libro molto interessante, scritto magnificamente, da leggere.

Margherita Galeotti

Margherita Galeotti è medico psichiatra e psicoterapeuta. Ha lavorato per più di trent’anni al Servizio di Salute Mentale di Scandiano (Reggio Emilia), negli ultimi anni in qualità di Direttore di Struttura Complessa. Ha partecipato attivamente alla costituzione dei Servizi psichiatrici territoriali previsti dalla Legge 180 del 1978 e alle esperienze innovative della psichiatria. È stata docente nel corso di laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Attualmente è membro della Commissione di Bioetica dell’Ordine dei Medici della Provincia di Reggio Emilia.